PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA DOTT.SSA LORELLA DI NICOLA 
                                                CONSULENZA PSICOLOGICA, SALUTE, BENESSERE, CRESCITA PERSONALE

DISTURBI DELL'ETÀ EVOLUTIVA

CONSULENZA PSICOPEDAGOGICA PER BAMBINI E RAGAZZI 

A San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, la Dott.ssa Di Nicola ti offre il suo supporto per affrontare problemi psicologici che vanno dai problemi di coppia alla depressione; qui potrai anche chiedere supporto per il trattamento dei disturbi dell’età evolutiva e per ottenere consulenza psicopedagogica per bambini e ragazzi.

Il trattamento dei disturbi dell’età evolutiva

I bambini vivono un mondo interiore complesso pieno di fantasie e di realtà piuttosto difficili e percepiscono il mondo degli adulti come foriero di novità e scoperte: ciò li incita alla scoperta e alla curiosità nei confronti del mondo esterno, ma allo stesso tempo devono adeguarsi ai divieti e alle regole degli adulti.
La famiglia rappresenta il primo luogo dove ricevere le cure e l’affetto necessari per crescere: solo un giusto maternage può offrire loro la possibilità di crescere con un buon equilibrio interiore.

Alle volte con la giustificazione di proteggerlo l’adulto corre il rischio di bloccare la crescita del bambino: l’energia vitale dei bambini può mettere in crisi i genitori soprattutto nei casi in cui le necessità di controllo sono così elevate da non rendere spontanee le libere espressioni del piccolo.
Il passare, ad esempio, da un lassismo educativo esagerato a una rigidità estrema può condurre l’infante a sperimentare stati di forte ansia, confusione e tensione emotiva, che a loro volta possono sfociare in veri e propri disturbi emotivi. Più spesso di quanto si immagina, il comportamento dei genitori riesce a fissare degli schemi di visione del mondo già ad una tenera età.

Con la consulenza della Dott.ssa Di Nicola, potrai affrontare i principali problemi di bambini e ragazzi in età evolutiva; inoltre, la dottoressa si occupa di problemi di bullismo e dipendenza da Internet.




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I pericoli dell'età evolutiva

Autore: Lorella Di Nicola

Il vostro bambino è piuttosto inquieto, ed iperattivo, e voi perdete spesso la pazienza? L’attenzione a scuola è fugace, ed è incapace di mantenere un’attività per più di pochi minuti, presenta problemi di apprendimento, e non riesce a seguire con serenità l’insegnante. 

Presenta un comportamento di isolamento, apatia e di non ricerca delle amicizie? E’ timido, e introverso e percepisce il mondo come una minaccia? Forti mal di testa, e di pancia spesso si manifestano. Siete confusi come genitori e alternate comportamenti di autorità rigida, ad atteggiamenti di lassismo enormi, affinché le vostre regole vengano rispettate! La vostra genitorialità sembra essere a rischio! 

Di là dal senso comune i bambini vivono un mondo interiore complesso pieno di fantasie, e di realtà piuttosto difficili, il processo di assimilazione tra il proprio mondo e quello degli adulti può essere eccessivamente complicato.

I bambini generalmente, percepiscono il mondo degli adulti come foriero di novità e scoperte; ciò li incita alla scoperta e alla curiosità nei confronti del mondo esterno, ma allo stesso tempo devono adeguarsi ai divieti e alle regole degli adulti. 

L’elevata energia che li contraddistingue è mediata con i limiti dettati dal mondo degli adulti, detentori e garanti del benessere, e della protezione della loro stessa vita. Il mondo dei divertimenti, delle soddisfazioni è talmente esteso da rischiare di perdere i confini del proprio sé. Impulsi e desideri comandano il cuore. 

La famiglia rappresenta il primo luogo, dove ricevono le cure e l’affetto necessari per crescere. Solo un giusto maternage può offrire, loro la possibilità di crescere sereni e contenti, in parole povere con un buon “equilibrio” interiore. 

Ma purtroppo come testimoniano sempre più sovente i fatti di cronaca attuale, oggi i bambini vivono un mondo pieno di insidie, minacce e pericoli, e la qualità della loro vita è a rischio.

I tempi sono cambiati dalla classica famiglia allargata, si è passati alla famiglia nucleare. L’aumento dei divorzi e delle separazioni, ha reso l’ambiente familiare piuttosto disgregante e non ha agevolato lo sviluppo di un tessuto familiare ed affettivo adatto ai bambini. A ciò si aggiungano le richieste incessanti di una società super tecnologica, che corre con tempi ad alta velocità.

Quantunque i genitori, e le persone che accudiscono il bambino, siano chiamati a prendersi cura, proteggerlo e dare sostegno e benessere, spesso questi ruoli involontariamente assumono delle distorsioni, in termini di deficit, oppure di comportamenti eccessivi, che possono involontariamente sfociare, nello sviluppo di un disturbi emotivi, di vario genere. 

Alle volte con la giustificazione di proteggerli, l’adulto corre il rischio di bloccare la crescita del bambino. L’energia vitale di cui godono i bambini, può mettere in crisi i genitori soprattutto nei casi in cui la necessità del controllo, sono così elevate da non rendere spontanee le libere espressioni del piccolo. 

Insomma è il mondo degli adulti ad aver paura del mondo dei piccoli e si ostina ad erigere un muro, per evitare di mettersi in discussione.

Dobbiamo pensare che il bambino ha bisogno di sperimentare, ed è vero che il mondo circostante è pieno d’insidie, ma …. Ciò non deve orientare l’adulto ad assumere un comportamento bloccante, nei confronti della sperimentazione. Questo genere di schemi potrebbe imprimersi nell’animo del bambino, spaventarlo e renderlo sempre più fragile e dipendente dagli altri. 

Già in passato era difficile fare i genitori, ma ancora di più oggi, a causa della vacuità di un mondo adulto, piuttosto immaturo.

Ma che tipo di comprensione c’è tra mondo degli adulti, e quello dell’infanzia? 

Nella pratica professionale ho notato che gli adulti, non sanno rispettare i tempi della crescita naturale e hanno delle pretese, mostrano impazienza nei confronti della crescita dei propri figli. Quando il grande reclama dal piccolo un comportamento più maturo, da grande è già lì l’errore: “Come può un bambino, proprio perché piccolo, comportarsi come uno grande?” 

La stimolazione alla precocità, a rispecchiarsi con i parametri del mondo adulto spinge il bambino, a sentirsi inadeguato di fronte alle rischieste degli adulti. 

Il mondo dei bambini è diverso da quello degli adulti e il linguaggio e i codici di comunicazione, che possiede il piccolo, si discostano enormemente dalle modalità dei grandi. Di fronte all’incapacità di saper comunicare, e all’impotenza, gli adulti assumono ruoli di potere, autoritari e incoerenti piuttosto, che di maternage. 

Il passare, ad esempio da un lassismo educativo esagerato, a una rigidità estrema può condurre l’infante a sperimentare stati di forte ansia, confusione e tensione emotiva, che a loro volta possono sfociare in veri e propri disturbi emotivi. Più spesso di quanto si immagina, il comportamento dei genitori riesce a fissare degli schemi di visione del mondo, già ad una tenera età. 

Per non parlare dei messaggi distorti che si utilizzano e trasmettono al bambino, come ad es…. 

“Non piangere” “non fare questo, non fare quello” non romperlo, non prendere quell’oggetto che lo rovini - oppure “ non essere così triste” “non ti voglio vedere arrabbiato”. ………. Errori, e modalità scorrette, che non consentono di riconoscere le emozioni del bambino..sarebbe auspicabile stare insieme a lui e potergli fornire le spiegazioni giuste dei divieti, senza diventare intransigenti. 

Oggi sappiamo che utilizzare un determinato linguaggio, piuttosto che un altro e la pnl (la programmazione neurolinguistica) lo insegna, è deleterio e controproducente; pertanto ai genitore vanno forniti gli strumenti per relazionarsi con i propri figli.     

L’educazione ricevuta ha insegnato al genitore a reprimere e avere paura della manifestazione delle proprie emozioni e sentimenti. 

Che fare ? Intanto non avere paura dell’espressione di qualsiasi emozione sia positiva che negativa, ma indagarne le motivazioni……… e accoglierle, per non impedire al bambino di esprimersi liberamente; il contrario potrebbe inviare al bambino che non si deve mai essere tristi, o arrabbiati o delusi, a discapito, dell’illusione di poter viver senza queste emozioni. 

E qui l’errore, non si può fare a meno di nessuna emozione, tutte hanno una loro funzione. Quindi genitori …… cercate di spaventarvi di meno e di non scoraggiarvi!! E siate … molto più coraggiosi e pieni di fiducia!.............E’ stato stimato che i disturbi depressivi pervadono il bambino come il mondo degli adulti, addirittura la depressione può apparire precocemente e studi sull’epidemiologia e osservazioni longitudinali della depressione dimostrano elementi a sostegno della tesi, che poi evolve come disturbo cronico, contrastando, l’idea che l’infanzia e l’adolescenza siano periodi di spensieratezza e buonumore. 

A differenza degli adulti, il bambino non possiede gli strumenti necessari per comprendere ciò che sta vivendo ed è per questo che la depressione nei fanciulli non viene riconosciuto dal mondo degli adulti, passando così in secondo piano. Ci sono aspetti di là dalle definizioni diagnostiche, che la rendono potenzialmente devastante, se paragonata a quella degli adulti. 

Se l’adulto è in grado di riconoscere, che la sua situazione non fa parte della normalità, il bambino non ha i mezzi sufficienti per operare le dovute distinzioni. E può anche perdersi dentro la propria depressione. 

Se l’adulto tenta di vincere la propria malattia, il bambino ancora una volta rimane indifeso, e non ha le risorse evolutive per farlo. In più crea nel bambino un funzionamento profondamente alterato, questi bambini non riescono a divertirsi, non giocano e non si creano sani rapporti interpersonali, si sentono ipercritici, insicuri e non credono nella bontà delle persone. Sentimenti di cinismo, auto-svalutazione, e pessimismo caratterizza il giovane ragazzo, facendogli sperimentare sentimenti d’impotenza, e una bassa autostima 


A cura delle Dr.ssa Lorella Di Nicola 

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